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Musicisti
Toquinho
Voce e Chitarra
Lilian Carmona
Batteria
Ivâni Sabino
Basso
Vanda Breder
Vocalist
Silvia Goes
Pianoforte
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Tour Italia 2008
San Paolo (Brasile), 27 de junho de 2008
D. TOQUINHO: dopo le tourné in Sud-America, Brasile, Spagna (gennaio´08), Miami (aprile´08) sempre con teatri esauriti, qual’è il segreto di (quasi) 45anni di carriera?
“Si è vero sono oramai quasi 45 anni di carriera artistica... ma non ci penso... (e ride). Preferisco continuare il mio percorso (senza bilanci o autocelebrazioni) tenendomi stretto l´esperienza maturata, legando il “passato al presente” con quella chiave di lettura che da sempre vive in me che è: “l´entusiasmo per la vita e per l´amore, la passione per la musica e per la chitarra” (mia inseparabile compagna di viaggio). Tutto ció mi stimola continuamente, anche in questi tempi moderni e frenetici, ad affrontare serenamente il “mio lavoro” che mi ha dato veramente tanto, affrontando ed abbracciando la vita, per come si presenta, senza necessariamente “prenderla troppo sul serio”.
D. TOQUINHO: fra qualche giorno sarai di nuovo in Italia (dopo la Spagna) e ti presenti con 3 musiciste (batteria, piano, vocalist) e dal bassista di sempre: vi é qualche sopresa anche per il fatto dei “50 anni di Bossa Nova” che ricorrono quest´anno?
In Italia ritorno sempre con molto entusiasmo, amo l´Italia, e sempre affermo che é la mia seconda Patria. Considerando la ricorrenza speciale della Bossa Nova ho pensato di non stravolgere il mio spettacolo anche perché in palcoscenico presenteró una parte del “mio vissuto artistico” con canzoni storiche (composte con Vinicius de Moraes), con brani strumentali per omaggiare due grandi chitarristi dai quali ha appreso quasi tutto quello che so della chitarra (Baden Powell e Paulinho Nogueira), alcuni temi musicali rappresentativi della ricca e vasta cultura musicale fatta da molte sonoritá, ritmi e diversitá musicali, senza dimenticar temi che mi legano profondamente all´Italia come “La voglia e la Pazzia” che Ornella Vanoni interpretó in modo pregevole, o “Aquarello” successo ancor oggi presente in molti paesi del mondo (nonostante siano passati oltre due decenni). A dire il vero, il mio concerto non é quasi mai lo stesso. Spesso mi succede di cambiare il repertorio in base all´atmosfera e sensibilitá che sento dalla platea... per cui se é una sorpresa per me (ed anche per i miei musicisti...e ride) é pure una sorpresa per il pubblico. La Bossa Nova... sempre nei miei spettacoli é presente la Bossa Nova, perché fa parte di me, della generazione di cui faccio parte ed é stata ento determinante anche per l´evoluzione della mia carriera artistica. E´ naturale che dedicheró alcuni brani a questo fenomeno musicale che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni di vita (1958-2008).
D. TOQUINHO: prima della tourné in Spagna ed in Italia, parteciperai a SMS VENICE, che significa per te questo invito in piazza S.Marco?
Intanto ringrazio i promotori dell´evento che mi hanno dato questa entusiasmante opportunitá che mi consente di portare il mio personale contributo sostenendo quel messaggio importante “aiutare a preservare Venezia” perché come normale che sia, tutti coloro che giungono in questa cittá unica al mondo, rimangono incantati per la sua bellezza, particolaritá, per le testimonianze storiche visibili, per la sua laguna, i suoni differenti rispetto alle cittá tradizionali, l´archittetura, etc... é imposibile non restare incantati. Per questo che tutti coloro passano per Venezia, difficilmente riflettono su ció che si nasconde dietro a questa meravigliosa cittá storica, cosí come spesso non si conosce come sia enorme lo sforzo e l´impegno arduo nel gestire e salvaguardare un patrimonio cosi´ importante, contro quei fattori naturali, ambientali oltre che umani, che senza interventi adeguati, certamente possono deteriorare il suo splendore. E ció non puó e non deve accadere. Per questo va tutto il mio sostegno a SMS VENICE perché la “musica” non ha confini, é un “linguaggio universale” e questi eventi di richiamo internazionale che vedono prima di me personaggi come MOMIX, ELTON JOHN, ALLEVI sono un mezzo importante per comunicare e sensibilizzare “ad un maggior impegno” e far si che questa cittá incredibile possa continuare ad esistere nella sua bellezza.
D. TOQUINHO: solo pochissimi artisti hanno avuto l´onore di esprimersi artisticamente in P.zza S.Marco a Venezia ed il 15 luglio´08 tu sarai uno di quelli. Che cosa provi?
Sento sia una certa responsabilità e una grande emozione nel poter rappresentare il mio paese (musicalmente ed artisticamente parlando) che una forte attrazione per il fascino che Piazza San Marco ha e e che da secoli continua a esprimere. Non per nulla “é unica” e tutto il mondo la invidia. Portare in scena il mio concerto che racconta quasi 45 anni di carriera artistica, dentro questa cornice suggestiva oltre che stimolante sará con certezza un’ esperienza che rimarrá dentro di me e che difficilmente si puó spiegare a parole. “Veneza e Veneza”!
D. Toquinho: parlando dei tuoi vari progetti, come nasce l’idea di realizzare un “Tributo alla Bossa Nova”?
“E’ un’idea un po’ brasiliana e un pò italiana condivisa con Raimondo Moretti (amico-manager) che mi chiese di “pensare ad un omaggio alla Bossa Nova”, evento musicale che cambió il modo di fare musica in Brasile, diventando punto di riferimento per i musicisti della mia generazione e che lanciò la musica brasiliana ad un successo oltreoceano. Per la completezza progettuale e per il fatto che un lavoro esclusivo sul tema non lo avevo mai realizzato, ho accettato l´invito, anche perché opportunità ideale per “omaggiare e ringraziare” quelle “collaborazioni” vissute con personaggi ineguagliabili come: Vinicius de Moraes, Tom Jobim, Baden Powel,... con cui ho condiviso artisticamente ed umanamente gran parte della mia carriera. Tre anni fa iniziammo questo lavoro, senza pensare ai “50 anni di Bossa Nova” che ricorrono quest´anno, realizzando un libro “L’Anima della Bossa Nova” che é stato scritto da João Pecci F. (mio fratello-scrittore) dove ripercorre le fasi salienti di quell´epoca dorata insieme alle tappe principali della mia carriera; da un DvD “A Bossa Nova não tem tempo nem idade” registrato in Rio de Janeiro cittá dove alla fine degli anni´50 nacque questo movimento musicale-culturale, e che oltre a 15 canzoni storiche dell´epoca da me interpretate contiene commenti dei protagonisti dell’epoca (C. Lyra, R.Menescal, ecc...) oltre e non poteva certo mancare un raffinato doppio CD (ex-novo) “Tributo á Bossa Nova” con 30 canzoni fondamentali dell’epoca, da me arrangiate e vestite con l’abito adatto, senza stravolgerne i contenuti, nel rispetto integrale della loro personalità originale.
D. TOQUINHO: quale è, a suo avviso, il fattore determinante del successo della Bossa Nova?
“La musica brasiliana”, prima dell’avvento della Bossa Nova, era una musica limitata armonicamente e melodicamente. Il samba era basato sui ritmi delle scuole di samba, i testi delle canzoni erano severi e popolari cosí come i vari stili musicali (dal folklore nordestino ai ritmi di Bahia espressione della cultura africana). La Bossa Nova invece nasce dalla classe media che ascoltava “il jazz” che si stava affermando, dal quale attinse gli spunti principali. Questo connubbio ambizioso permise alla musica brasiliana di confrontarsi e di dialogare con quel mondo “made in USA” apparentemente cosí distante dalle tradizioni musicali e culturali brasiliane. Certo é che questo approccio ha prodotto qualcosa di irrepetibile che cambiò radicalmente il modo di fare musica, posizionando la cultura popolare e tipica del samba, del tango e del fado in uno spazio ben definito per lasciar posto a quelle canzoni fatte con quelle nuove e strane armonie e da testi romantici legati ai valori e sentimenti... che ha liberato la “musica brasiliana” da quei schemi rigidi in uso. La simbiosi con il Jazz, arte musicale che per noi artisti rappresenta “la liberta” di esprimere tecnicamente il proprio talento con creatività, improvvisazione, fu determinante per lo sviluppo della Bossa Nova, cosí come lo è stato il ruolo della “cidade maravilhosa” di Rio de Janeiro dove tutto ebbe inizio prima grazie a Joao Gilberto, personaggio incredibile (si chiuse per mesi interi in una stanza da bagno perché aveva quell´eco ideale per poter ricercare quel suono o quel tocco...) e che inventó quella “batida” rítmica (tocco sulla chitarra) che scandisce il tempo tipico della Bossa Nova al quale si incastrarono quelle armonie dissonanti ed imprevedibili create dal talento di Tom Jobim, mentre Baden Powell trasformò i ritmi afrosamba in canzoni afro-bossanoviane per non parlare poi del genio di Vinicius De Moraes, fra i più grandi poeti brasiliani ed ancora Carlos Lyra, Ronaldo Boscoli... da questa “turma” ne uscí tutta una serie di canzoni ancor oggi ineguagliabili... e che sorprendentemente si adattavano a quella contaminazione artística tipica del Jazz. Un esempio fra molti puó essere quello all´inizio degli anni´60 quando in América “Frank Sinatra” chiese all´artista brasileiro “Jobim” di recarsi a New York per intepretare la famosa “Garota de Ipanema” divenuto poi successo planetario, questo fatto da l´idea di quale fosse il livello raggiunto dalla Bossa Nova che consentí alla musica brasiliana di diffondersi con successo in tutto il mondo. Era realmente accaduto qualcosa di unico e di magico. Per la prima volta i grandi musicisti jazz o gli interpreti BIG di quell’epoca si rivolgevano alla “musica brasiliana” per trarne ispirazione”. E non é un caso... se dopo 50 anni ancor oggi possiamo ascoltare in molti paesi del mondo, con arrangiamenti di qualsiasi tipo, la “Bossa Nova”.
D. Lei, ha ricordato alcuni nomi storici con cui ha collaborato: Jobim, Vinicius, Baden...: cosa si porta oggi, dietro ognuno di loro?
Con Jobim ho lavorat e vissuto, retorica a parte cosa posso dire: per me era semplicemente “il genio delle armonie definitive”. Jobim invece metteva giù un accordo ed era quello, pronto, nessun ripensamento. Con lui ho imparato ad arrivare subito a un risultato. Vinicius era un poeta di grande spessore, capacità, talento e dinamismo incredibile (ex-diplomatico) e sapeva fare molto bene queste trasformazioni. In quel suo “personaggio singolare” vivevano in armonia ed in equilibrio quei molteplici aspetti caratteriali, istintivi, musicali e poetici che con abile maestria riusciva a coniugare. Sono stati oltre 10 anni di vicinanza che mi hanno insegnato prima a trasformare “un suono in parola e viceversa” e poi a convivere con e fra la gente. Baden Powell rimane un grande ed insostituibile virtuoso della chitarra. Da Baden e dal mio maestro Paulinho Nogueira ho appreso “quasi tutto quello che so della chitarra”. Ogni mia conoscenza del flamenco, del samba, dell’afro samba o dei ritmi bossa, della classica... arrivano da questi insegnamenti...
D. TOQUINHO: la sua famiglia è in Brasile da tre generazioni, come nasce la sua “italianitá”?
Le mie origini italiane (per quanto so) provengono da Mantova, Genova, Campobasso (nel paese di Toro) e Napoli. È una buona mescolanza fra il “nord e sud” (e sorride). Molto prima di conoscere e di recarmi in Italia, già conoscevo alcune abitudini italiane, perché in Brasile vi sono alcuni milioni di discendenti italiani presenti anche in diversi quartieri di San Paolo (dove vivo). Proprio in uno di questi (Buen Retiro) sono nato io. Fin da piccolo ho apprezzato le abitudini e le caratteristiche come quella di mangiare “solo al giovedì ed alla domenica”, il famoso piatto di “pasta” o l´ascoltare i vari dialetti. Quando si dice che un “paulista” (cittadino di San Paolo) parla molto più alto di un “carioca” (cittadino di Rio), lo si addebita proprio all’influenza italiana. Per cui mi sento “brasiliano” ma un po´ italiano ed un “italiano”... dal sapore molto brasiliano”. E’ un medley che apprezzo anche perchè molte sono le somiglianze fra questi due paesi e al di là delle origini, sempre affermo che l´Italia per me é la “mia seconda Patria”.
D. TOQUINHO: a parte le sue origini quando risale il primo e vero contatto con l´Italia?
Iniziò nel 1969-1970 quando Chico Buarque de H. (in esilio a seguito della Dittatura in Brasile) mi invitó a raggiungerlo a Roma dove risiedeva. Dalla capitale, iniziarono i miei primi passi dentro la realtá del mondo artistico italiano, ricco di talenti, di buona musica e di contenuti fra cui ricordo con piacere Sergio Endrigo con la sua splendida “Canzone per te” che interpretata da Roberto Carlos fu un grande successo sia al Festival di Sanremo che in Brasile oltre alle tante amicizie professionali che spontaneamente nacquero come quella con Sergio Bardotti (mancato poco tempo fa e ne sentiamo molto la sua assenza), che oltre ad essere un ottimo autore e produttore era un esperto di musica brasiliana che nei suoi viaggi di lavoro e di passione aveva giá scoperto. Erano anni di grande fervore e dinamismo artistico. Quando ritornai in Europa ed in Italia con Vinicius de Moraes, qualche anno dopo, tali amicizie si consolidarono dando vita ad incontri e progetti singolari come quello con Ungaretti, la Vanoni, la Mannoia, Concato, Lucio Dalla e piú avanti il successo di “Acquarello” scritta con Maurizio Fabrizio, determinó una nuova svolta alla mia positiva carriera artistica che continua a tutt´oggi sempre con nuovi progetti e sempre in evoluzione.
D. Possiamo dire, a conclusione, che esiste in qualche modo “una Bossa di Toquinho”?
Direi proprio di no. La Bossa Nova fa parte della mia carriera, del mio vissuto artistico. Come musicista (tra i tanti che hanno beneficiato del fenomeno Bossa Nova) é quasi un obbligo il dover contraccambiare questo regalo straordinario e meraviglioso che abbiamo ricevuto in dono, e userei il titolo del mio libro ““A Bossa Nova não tempo tempo nem idade” frase scritta in una lettera inviatami da Baden Powell, che conferma che quando “la musica é vera e di spessore” non “ha tempo ne etá”.
D. Grazie Toquinho per la tua spontaneitá e per averci regalato tante emozioni in tutti questi anni?
Grazie a voi... anzi come si dice in brasiliano “Obrigado pelo “carinho” e arrivederci in Italia!
Toquinho (voce e chitarra) sarà accompagnato da un quartetto di ottimo livello tecnico (vedi profilo dei musicisti sul sito).
Una produzione
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by Raimondo Moretti
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Info: info@toquinho.com
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